Si è tenuto finalmente il Girello dei Monti Lucretili. Non si è trattato evidentemente di un raduno ma di una sgroppata a dorso delle nostre mana in una giornata meravigliosa. L'itinerario seguito è la versione upgraded di quello annunciato. Quando abbiamo capito che saremmo stati in due: l'eroico Manuel ed io, abbiamo optato per la versione completa del giro dei Lucretili. Non ci siamo persi neanche una curva!!!
MAPPA GIRELLO
Ore 9.36 arrivo all'appuntamento. Manuel era lì alle 9.30 puntualissimo e con 130Km sullo "score" della giornata. Caffè (ottimo) e partenza da Setteville in direzione Marcellina. Qualche km di trasferimento fino alla salita che porta a Marcellina e da lì in direzione San Polo dei Cavalieri. Antipasto di curve strette in serie. Io ero un po’ rigido sulle braccia e la mano destra mi faceva male già dal pomeriggio prima che avevo dedicato a provare il percorso. Comunque si passa San Polo e si scende verso la Tiburtina. Altra serie di curve medio strette stavolta in discesa.
Arrivati sulla Tiburtina si allunga un po’ sfruttando le marce più alte. Temevo un po’ per la temperatura. Il giorno prima sono morto di freddo ma oggi nonostante i 9° iniziali al sole non si sta male. La temperatura comunque salirà nell’arco della giornata fino a 18° rendendo la passeggiata veramente confortevole.
Curva dopo curva si arriva a Vicovaro dove l’ultima serie di destra-sinistra ci porta ad arrampicarci fino alla svolta per la “Licinense”. Questa è una strada meravigliosa che si addentra nei Lucretili attraversando bei paesini come Licenza, Percile e Orvinio. Sono numerosissime le aree archeologiche che incontriamo. Una per tutte la villa del poeta latino Orazio donatagli da Mecenate tra il 33 e il 32 a.C.
Lungo la strada incontriamo vari motociclisti tutti più o meno impegnati a sfidare, ognuno con il proprio piglio, le curve. Sicuramente la Licinense non può essere presa alla leggera. Vuoi le curve spesso umide, vuoi le strettoie e la possibilità di traffico in direzione contraria, fatto sta che si procede in direzione nord, verso Poggio Moiano e le difficoltà del percorso non riducono di nulla la piacevole sensazione che il paesaggio, sbirciato con la coda dell’occhio, ci regala.
È un tripudio di colori ed un’assenza totale di rumore. Almeno fino a quando non arriva la solita squadriglia di caccia stellari jappanesi!
Arriviamo ad Orvinio e, sorpresa, è pieno di moto di tutti i tipi. Come se non bastasse l’affollamento di superbikes ci troviamo incolonnati in una carovana di “strommers” che si sta muovendo giusto in quel momento. Ci inseriamo volentieri nel lunghissimo serpentone che procede alla volta di Poggio Moiano. Ora la strada è asciutta e si gira bene. Anche gli smanettoni dietro aspettano un bel po’ prima di sorpassare. Arrivati a Poggio Moiano ci sarebbe piaciuto continuare in cotanta compagnia ma questo avrebbe cambiato troppo radicalmente i nostri programmi. Quindi abbandoniamo il mucchio selvaggio e prendiamo una stradina “rurale” che dopo un altro mezzo milione di curve ci porta dall’altra parte del monte, al Lago del Turano.
Il posto lo conosco bene ma tutte le volte che mi trovo davanti a quella vista da cartolina ho un momento di stupore accompagnato da un senso di perfezione.
Il benessere che si prova davanti ad un bel paesaggio come questo ha un senso di gratificazione ancestrale che prescinde da tutto: spazio, tempo, religione e perfino moto cavalcata (con un leggero vantaggio del "bicilindrico" comunque).
Le curve ci portano ora in discesa verso il lungolago e al ponte che conduce dall’altra parte fino a sfiorare Castel di Tora.
La sosta è obbligatoria per fissare quell’atmosfera ma anche per decidere di temi molto meno aulici: ndo annamo a magna’???
Si decide di proseguire lungo la strada che costeggia il lago in direzione Tiburtina.
Sosta per fare benzina e si arriva a Carsoli. Siamo in Abruzzo e non facciamo neanche in tempo ad imboccare la Tiburtina Valeria che al passare davanti ad un casale le nostre narici entrano in contatto con un invincibile “raggio trattore” all’aroma di rosticciata. Occhiata al volo con Manuel e si inverte la marcia per imboccare nel ristorante.
Anche se siamo vestiti un po’ da marziani i camerieri non si formalizzano e ci trovano un tavolino. In men che non si dica abbiamo davanti a noi due piatti di fettuccine con funghi e tartufo. A seguire porcellino arrostito e contorno delle immancabili patate al forno. Manuel che non resiste alla tentazione della patata replica la scena della polpetta incandescente di Fantozzi. Un quartino di vino tanto per non rischiare di arrugginire gli ingranaggi, caffè e conto (da addebitare sul conto di clubmana...Matteoooo).
Di nuovo in moto, puntiamo le ruote verso Roma e disegnando una curva dopo l’altra arriviamo a Tivoli. Poi da qui verso la Strada Provinciale Marcellina a guardare la cascata della Villa Gregoriana di Tivoli che porta l’Aniene a compiere un salto di ben 160m. Pochi kilometri più il là c’è Roma e il secondo fiume della Capitale si fa bello per i passanti.
Le ultime stradine ci portano nuovamente sulla Tiburtina al punto in cui il Girello dei Lucretili era cominciato. Si abbozzano programmi per il futuro, si fa qualche battuta sugli assenti e ci si saluta augurandosi di rivedersi presto.
Il povero Manuel ha un’altra ora di cammino fino a casa. Io sono arrivato, stanco ma contento: questo fine settimana ho macinato oltre 400Km, metà dei quali in ottima compagnia.
E' tutto!